Mario Ballocco (1913-2008)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Mario Ballocco (1913-2008)

Contrasti marginali

Details
Mario Ballocco (1913-2008)
Contrasti marginali
firmato e datato Mario Ballocco 1960 (sul retro)
olio su tela
cm 80x80; diag. cm 113
Eseguito nel 1960
Opera registrata presso l'Archivio Mario Ballocco, Milano, n. 15.60.1, come da autentica su fotografia in data 4 settembre 2015
L'opera sarà inserita nel catalogo generale ragionato delle opere dell'artista, in corso di realizzazione a cura dell'Associazione Archivio Mario Ballocco di Milano e di futura pubblicazione
Provenance
Acquisito direttamente dall'artista dall'attuale proprietario alla fine degli anni Ottanta
Exhibited
Venezia, XXXV Biennale Internazionale d'Arte. Proposte per una esposizione sperimentale, 24 giugno - 25 ottobre 1970, cat., p. 200 Bergamo, Galleria Method, La socialità del problema cromatico nelle esemplificazioni di Mario Ballocco, dicembre 1973
Special Notice
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Further Details
'CONTRASTI MARGINALI' (MARGINAL CONFLICTS); SIGNED AND DATED ON THE REVERSE; OIL ON CANVAS

Lot Essay

[...] Nel 1957 Ballocco fonda la rivista "Colore. Estetica e Logica", "che aveva la finalità di riunire le discipline interessate al colore, la fisica, la fisiologia e la psicologia" (Lambertini). "Si trattava insomma di giungere allo studio dell'origine dei fenomeni che danno la visione".
Con grande coerenza, e in un appartamento dal chiasso delle mode esemplare per modestia, Ballocco ha sviluppato le sue ricerche scientifiche sul colore, studiandone le leggi e la fenomenologia.
Alcune dichiarazioni dello stesso Ballocco chiariscono l'impostazione metodologica della sua "cromatologia":
"Posto che ogni percezione visiva è destinata a provocare reazioni non solo a livello percettivo, ma anche a livello affettivo e comportamentale, nessun campo visivo giustifica collocazioni privilegiate se non per scelte concettuali.
- Poiché il processo percettivo ha luogo "dentro" di noi, non esistono "illusioni ottiche" ma "realtà visive";
- Il dualismo tra forma e colore è inesistente: la forma nasce dalla delimitazione del colore e il colore è condizionato dalla forma che lo racchiude;
- Ai tre parametri del colore: tonalità, chiarezza, saturazione è necessario aggiungerne un quarto: il modo di apparenza con il quale il colore è vissuto;
- Ignorando il "modo di apparenza", la valutazione di un colore isolato - che mai ci appare come tale - è fenomenologicamente arbitraria perché trascura gli effetti di interazione e di integrazione con gli altri colori circostanti che ne modificano l'aspetto e il significato; - Il fenomeno della percezione visiva ha come base la luminosità nella progressione del contrasto. All'assenza totale di luce non corrisponde il nero, ma il nulla".
I risultati qualitativi della pittura di Ballocco son ben documentati [...]. Uno dei suoi scopi centrali è di dimostrare la priorità del colore, dato primario e naturale, "originario", e prodotto dalla luce, sulla forma, dato concettuale indotto.
Già il neo-platonismo rinascimentale teorizzò la vista come senso superiore agli altri, perché collegato all'immaterialità della luce. È questo il non voluto sottinteso spirituale che sembra di poter cogliere nella razionalità e idealità di Ballocco.

(M. Calvesi, Mario Ballocco, in XLII Esposizione Internazionale d'Arte la Biennale di Venezia. Arte e Scienza. Catalogo generale 1986, Venezia 1986, pp. 287-288)

[...] In 1957, Ballocco founded the magazine "Colore, Estetica e Logica", "which aimed to reunite the disciplines concerned with colour, physics, physiology and psychology" (Lambertini). "In other words, it was a matter of going back to the study of the origin of the phenomena that provide sight".
With great consistency, and working in an extremely modest apartment, Ballocco developed his scientific investigation of colour, studying its rules and phenomenology. [...]
Some of Ballocco's own statements clarify the methodological foundations of his "chromatology":
"Considering that every visual perception is destined to produce reactions not only on a perceptive level, but also on emotional and behavioural levels too, no field of vision deserves a preferential position other than through conceptual choices.
- Since the perceptual process occurs "inside" us, there are no "optical illusions" but "visual realities";
- The dualism between form and colour is non-existent: form originates in the delimitation of colour and colour is conditioned by the form that contains it;
- To the three parameters of colour: tonality, clarity, saturation, a fourth must be added: the "manner of appearance" through which the colour is experienced;
- Ignoring the " manner of appearance ", the evaluation of an isolated colour - which never appears to us as such - is phenomenologically arbitrary because it overlooks the effects of interaction and integration with the other colours around it, which might alter its aspect and meaning;
- The phenomenon of visual perception is founded on luminosity in the progression of contrast. It is not black that corresponds to the total absence of light, but nothingness".
The qualitative results of Ballocco's painting are well-documented [...]. One of his main aims was to show the priority of colour, a primary and natural element, "primal", and produced by light, over form, a generated conceptual element.
In the neo-Platonic theories of the Renaissance, sight was already considered superior to the other senses, as it was bound to the immateriality of light. This is the unintentional spiritual allusion that seems to underlie the rationality and ideality of Ballocco.

(M. Calvesi, Mario Ballocco, in XLII Esposizione Internazionale d'Arte la Biennale di Venezia. Arte e Scienza, Catalogo generale 1986, Venezia 1986, pp. 287-288)