Ettore Spalletti (N. 1940)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Ettore Spalletti (N. 1940)

Accanto al bianco

Details
Ettore Spalletti (N. 1940)
Accanto al bianco
titolo, firma e data Accanto al bianco Ettore Spalletti 2007 (sul retro)
impasto di colore su tavola
cm 80x80x4
Eseguito nel 2007
Autentica dell'artista su fotografia in data 4 giugno 2010
Provenance
Galleria Il Milione, Milano
Galleria Orler, Favaro Veneto
ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 2010
Special Notice
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.
Further Details
'ACCANTO AL BIANCO' (NEXT TO THE WHITE); TITLED, SIGNED AND DATED ON THE REVERSE; COLOR IMPASTO ON BOARD

Lot Essay

Innaffiare gli spazi

La ricerca di Ettore Spalletti è segnata da un inteso e consistente studio della superficie e del colore. Si è articolata attraverso un ragionare e uno sperimentare sull'epidermide oggettuale e sulla diversificazione della stesura cromatica che la definisce. È stato un lavorare sull'interiorità sostanziale della pittura e della scultura attraverso il suo aspetto cutaneo, quello da cui affiora e si esprime la consistenza dell'immagine. L'intento è stato di non definire la sua configurazione o la sua rappresentazione ma l'emergere di una presenza e di un'intensità sospesa.
L'artista ha voluto fermarla al suo stato di nascita e di venuta alla luce, quando il pulviscolo luminoso, di differenti cromie e consistenze identificabili in frantumi minuscoli, ha preso corpo e appare quasi incompiuto ed embrionale. Una presenza ancora fluida, dove gli elementi molecolari, in un misto tra bianco e colore, gravitano gli uni verso gli altri, a comporre un insieme uniforme, fragile e vulnerabile. Tuttavia un esserci non inerme né passivo che attrae lo sguardo per il suo insolito aspetto di entità vaga e fugace, che trascende la definizione cristallizzata e rigida di pittura e scultura, in sé concluse. Si affida invece a una completa relatività dell'impasto trasformato in polvere così da affermarlo quale veicolo di un'esperienza non solo visiva ma tattile, a rischio di alterazione.
Si potrebbe dire che il risultato finale tende a collocarsi in una dimensione tra visibile e invisibile, fisico e metafisico così da produrre un territorio di mezzo, sensibile al tocco che lo modifica e quindi lo nega.

(G. Celant, Ettore Spalletti, 2015)