Fortunato Depero (1892-1960)
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's… Read more
Fortunato Depero (1892-1960)

Grattacieli e tunnel

Details
Fortunato Depero (1892-1960)
Grattacieli e tunnel
firmato F. Depero (in basso a sinistra)
tempera su tela
cm 130,2x140
Eseguito nel 1934-35
Opera archiviata nella sezione "DIPINTI" del Catalogo Generale Ragionato delle Opere dell'Artista, n. FD-0420-DIP
Provenance
Galleria Dante Vecchiato, Padova
ivi acquisito dall'attuale proprietario nel 2002 c.
Special Notice
Artist's Resale Right ("Droit de Suite"). Artist's Resale Right Regulations 2006 apply to this lot, the buyer agrees to pay us an amount equal to the resale royalty provided for in those Regulations, and we undertake to the buyer to pay such amount to the artist's collection agent.

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Lot Essay

"Alle prime ore del mattino, sveglia. Sento la nave che non traballa più e che scivola lentamente sull'acqua quasi ferma. Siamo nella baia di New York. Si ode un rumoroso traffico di bauli. Nelle cabine le valigie vengono riordinate e richiuse. I passeggeri sono quasi tutti sui ponti. Prendo il cappotto e salgo anch'io in coperta. Buio, freddo, pioggia sottile, e qualche lontano faro a luci alternate. Il giorno avanza sensibilmente. Dalla fitta nebbia si vedono spuntare come magiche apparizioni, in alto, strette pareti regolarmente foracchiate, come pezzi di un gigantesco scatolame turrito. Sono i grattacieli che si vedono vagamente lontani". (F. Depero, Fortunato Depero nelle opere e nella vita, Rovereto 1940, p. 284)

"Si tratta di un importante ritrovamento che va, forse, a gettare luce nell'iconografia deperiana. L'opera, infatti, si riferisce all'omonima famosa tempera del Museo Depero, datata 1930, ma probabilmente posteriore (assieme all'altra scenografia non fu mai esposta prima del 1953 e in quel catalogo risulta riprodotta l'altra, non firmata, né datata), della quale credo sia antecedente, proprio per l'evidente stato ancora progettuale, appunto confermato da una stesura pittorica nervosa (mentre invece quelle del Museo Depero sono ben più definite)". (M. Scudiero)